TRIESTE – A fine anno TAL-Siot, società di gestione dell’Oleodotto transalpino, supererà i 40 milioni di tonnellate di petrolio greggio movimentato.
Il dato incide in maniera importate sul porto di Trieste, che proprio grazie al petrolio risulta essere il primo porto d’Italia per quantità di merce movimentata. E proprio la crescita della Siot, che l’anno scorso era arrivata a poco meno di 37 milioni di tonnellate, sta risollevando risollevato i “conti” dello scalo del Friuli Venezia Giulia, in questi mesi di difficoltà rispetto alle performance del recente passato.
L’anticipazione è stata fornita ieri a Trieste da Alessio Lilli, General manager del Gruppo TAL e presidente di Siot, durante l’incontro di fine anno con stampa e stakeholder del territorio.
Fornendo un termine di paragone che potesse rendere l’idea della quantità di greggio che passa ogni anno dal terminal del porto di Trieste verso l’Europa centrale e orientale, Lilli ha spiegato che 40 milioni di tonnellate corrispondono alla quantità di greggio consumata in Italia dal 1 gennaio al 18 ottobre del 2024.
Da più di 50 anni il Gruppo TAL gestisce l’Oleodotto transalpino, infrastruttura energetica lunga 753 chilometri che collega il porto di Trieste con il Centro Europa, provvedendo al fabbisogno petrolifero di Austria (90%), Repubblica Ceca (50%) e Germania meridionale (100%).
La compagine azionaria è rappresentata da alcune delle majors del settore petrolifero: OMV, Shell, Rosneft, ENI, C-BLUE B.V. (Gunvor), ExxonMobil, Mero, Phillips 66/Jet Tankstellen e Total.
A maggior dello scorso anno, il Gruppo TAL ha siglato un accordo con MERO ČR (società pubblica ceca di logistica petrolifera) per garantire alla Repubblica Ceca l’indipendenza dal petrolio russo. L’intesa porterà a un potenziamento della capacità dell’Oleodotto transalpino fino a 4 milioni di tonnellate di greggio in più all’anno.
Il terminal del porto di Trieste, inoltre, ha già iniziato una serie di lavori (complessivamente per 44 milioni di euro) l’installazione di pali di diverse lunghezze e diametri, la sostituzione di strutture in carpenteria metallica, l’aggiunta di nuovi ganci per l’ormeggio delle navi, l’installazione di nuove strutture come i “super cone fender” e i “fender panel”, e altre lavorazioni necessarie per adattare l’operatività alle nuove esigenze del traffico marittimo.