TRIESTE – La TM di Brescia, specializzata nel montaggio e assemblaggio di gru portuali per terminal container, sta valutando di spostare definitivamente le sue attività a Fiume, in Croazia, abbandonando l’area Intermodale di Porto Marghera.
La decisione potrebbe essere presa a seguito dell’annunciato arrivo delle navi da crociera nel Canale Nord, che porterà alla conversione dello spazio attualmente utilizzato dall’azienda bresciana. Giovanni De Giacomi, che con la famiglia gestisce la TM, ha confermato l’intenzione di lasciare Marghera nel caso in cui non vi sia più spazio disponibile, evidenziando che la società è pronta a cogliere nuove opportunità offerte dal mercato croato. TM è già ben inserita in Croazia, avendo partecipato a progetti importanti come quello del Rijeka Gateway, dove ha installato gru di piazzale e per il terminal ferroviario.

La società di Brescia è pronta inoltre, a partecipare al prossimo bando per l’acquisizione di due gru STS (ship to shore) destinate all’allungamento del Molo I del porto di Capodistria, dopo avere già lavorato al montaggio delle ultime du STS acquistate da Luka Koper. De Giacomi ha sottolineato come la perdita dello spazio a Porto Marghera sia una conseguenza spiacevole, vista la posizione strategica del terminal, ma inevitabile a causa dello sviluppo turistico previsto nella laguna veneziana.

La TM si è da poco occupata del montaggio, proprio a Porto Marghera, delle due nuove STS sbarcate nei giorni scorsi al Molo VII del porto di Trieste. Ci sono voluti quattro mesi per assemblare i vari componenti, che sono giunti a Venezia il 20 novembre scorso. «Abbiamo scelto Porto Marghera perché è una realtà particolare, un punto di riferimento per tutto il Nord Adriatico. Da qui infatti – aveva spiegato spiega l’amministratore delegato di TM, Ferdinand De Giacomi – è possibile effettuare questo tipo di lavoro direttamente nel porto, infatti non è la prima volta che effettuiamo questi servizi. Già nel 2022 abbiamo assemblato due gru simili che sono andate a servire il porto di Capodistria».