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Trieste, Porto Franco: firmato il nuovo decreto

TRIESTE - Autorizzazioni per attività industriali, riorganizzazione delle aree secondo le esigenze del commercio internazionale, garanzia per gli operatori di uno spazio extradoganale. Sono queste le principali novità contenute nel decreto attuativo per il regime di Punto franco internazionale del Porto di Trieste, firmato oggi a Trieste dal ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Graziano Delrio, alla presenza della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e del presidente dell’Autorità di sistema portuale, Zeno D’Agostino.

Per il Porto di Trieste si tratta di una svolta epocale che rende attuali i principi dell’Allegato VIII del Trattato di pace di Parigi del 1947. A questo proposito il ministro Delrio ha voluto ribadire le enormi opportunità che si aprono per lo scalo e di conseguenza per tutto il territorio regionale: la garanzia di poter operare in uno spazio extradoganale, la capacità di sviluppare impresa e l'offerta sui mercati internazionali dell'unico Porto franco in Europa. "Una vocazione continentale, quella di Trieste, che - ha sottolineato il ministro - fa parte della storia della città e che in questo caso può diventare una forza trainante per l'intero Paese".
Sulla stessa linea il commento di Debora Serracchiani, presidente della Regione Fvg, secondo la quale la firma significa, in concreto, la possibilità di poter fare manifattura industriale, trasformazione delle merci e logistica in un sistema doganale unico in Europa. Lo sblocco di una situazione di stallo che attendeva una soluzione operativa da sessant'anni.
«È una data epocale – ha spiegato il presidente dell'Authority D’Agostino  – perché in meno di un anno abbiamo reso operativo uno strumento che per 23 anni nessuno ha avuto la forza, ma soprattutto la voglia, di portare a compimento. Convegni, proclami e strumentalizzazioni sull’argomento, ma nessun atto concreto. Solo grazie al lavoro sinergico svolto assieme alla presidente della Regione Debora Serracchiani, all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e al Governo, si è arrivati a una svolta definitiva sull’annosa questione del Porto Franco Internazionale di Trieste. La mancanza di un testo normativo sull’argomento, previsto già dalla precedente legge di riforma sui porti ma mai realizzato, ha comportato che la gestione dei Punti franchi si sostenesse fino ad oggi, grazie alla collaborazione tra le Amministrazioni coinvolte nella gestione dello scalo. Naturalmente una situazione come questa non è riuscita a determinare l'effettivo sviluppo delle enormi potenzialità che questo regime comporta. Oggi si apre una nuova era per il porto e per Trieste».