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Porto di Trieste, nuovi investimenti sulla ferrovia. Si conferma l'interesse della Cina

TRIESTE - Il progetto di riattivazione di un'importante stazione ferroviaria e la conferma che i cinesi hanno intenzione di sfruttare il Porto di Trieste per raggiungere una parte di territorio europeo.

Sono queste le ultime novità relative allo scalo del Friuli Venezia Giulia, citato in maniere esplicita dall’ambasciatore cinese Li Ruiyu (durante un' intervista all’agenzia giornalistica Agi), proprio mentre il ministro dell'Economia Giovanni Tria era in visita ufficiale in Cina.
«Il Porto di Trieste è situato vicino al confine nord-orientale dell’Italia e costituisce un accesso importante al Nord dell’Adriatico: una posizione decisamente favorevole. A partire dallo scorso anno, il presidente di Assoporti e il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’agostino, ha fatto visita due volte in Cina. Ha incontrato i rappresentanti della China Communications Construction e di altre aziende cinesi, aprendo un confronto in merito alle infrastrutture portuali e alla cooperazione. La Cina ha a sua volta organizzato delle missioni di studio presso il Porto di Trieste». Queste le parole di  Li Ruiyu che sintetizzano lo scenario nel quale si muovono gli investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture portuali di Trieste.
A questo proposito, proprio il presidente dell'Authority triestina, Zeno D'Agostino, ha annunciato la volontà di rendere nuovamente operativa la stazione ferroviaria di Aquilinia, in collaborazione con le Ferrovie dello Stato. I finanziamenti (alcune decine di milioni di euro) sarebbero già stati reperiti. Nel frattempo è iniziata la progettazione esecutiva del nuovo layout della stazione principale (Campo Marzio) a servizio del Porto. In questo caso sono già stati stanziati, da vari enti, circa 80 milioni di euro. I lavori preparatori potrebbero partire già entro l'anno.