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Porto di Trieste, l'Authority progetta un network regionale. Nel 2018 previsto nuovo record di treni

TRIESTE – Un sistema logistico che possa mettere in rete il sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia con il Porto di Trieste, gli interporti di Cervignano e Fernetti e con la struttura ferroviaria di Opicina.

E' questo il progetto che sta portando avanti il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, Zeno D'Agostino, per coinvolgere tutto il sistema economico del Friuli Venezia Giulia nello sviluppo del Porto di Trieste.
Dopo il primo posto tra i porti italiani per numero di treni realizzato nel 2017 con 8681 convogli, si punta ora ad un nuovo record per il 2018, prevedendo di superare la quota 10.000 unità. L'Authority ritiene che questa possa essere un'opportunità per il sistema produttivo regionale, soprattutto con l'entrata a regime dell'interporto di Cervignano, lo sviluppo di quello di Fernetti (già a servizio dello scalo) e dei dieci binari che, a iniziare da marzo, saranno gestiti a Opicina (nei pressi di Trieste) da parte di Adriafer, società ferroviaria controllata dalla stessa Authority.
A Cervignano, in particolare, si vuole creare uno snodo per l'arrivo e la partenza delle merci, da movimentare utilizzando il porto di Trieste con un sistema di shuttle. Ciò permetterebbe al sistema industriale e logistico del Friuli di sfruttare i servizi del porto (sia marittimi che ferroviari intermodali) a costi inferiori rispetto a quelli offerti oggi. Una fase successiva, non appena saranno realizzati i collegamenti ferroviari, consentirà di coinvolgere anche l'importante area industriale di Pordenone.