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Maritime security, il Porto di Trieste promosso a pieni voti dalla Commissione UE

TRIESTE - Il concetto di security è integrato nell’agire di tutti gli operatori portuali e le osservazioni rilevate sono finalizzate solo ad affinare un impianto di norme e regolamenti che è già eccellenza. E' questa l'opinione espressa dalla Commissione UE che, dal 19 al 23 novembre, ha condotto un'ispezione al porto di Trieste per monitorare la corretta implementazione – da parte dell’Italia – delle norme in materia di maritime security, sia per le navi e gli impianti portuali che per l’intero comprensorio portuale.

I risultati dell'ispezione sono stati definiti così buoni che saranno esportati quali best practice a favore degli altri Stati membri. A Trieste, il team della Commissione, composto da sette ispettori di diversa nazionalità, ha individuato per l’attività “port security” l’intero comprensorio portuale e tre impianti (port facilities), mentre, per la parte “ship security” sono state ispezionate quattro navi di diversa nazionalità, una extracomunitaria, due comunitarie ed una italiana. Gli esiti dell’ispezione sono stati estremamente positivi e il rappresentante leader della Commissione Europea ha espresso parole di elogio sia per l'Autorità di sistema portuale, la Guardia Costiera, la Prefettura, la Polizia di Frontiera, sia per tutte le altre amministrazioni che partecipano alla implementazione della normativa di settore.
L’attività di maritime security nasce nel 2006 per volontà degli Stati membri dell’Unione Europea, quale sistema armonizzato di prevenzione e protezione delle navi e delle strutture portuali contro minacce di atti illeciti intenzionali; si basa da allora anche sulle determinazioni già assunte a livello internazionale dall’Organizzazione Internazionale Marittima (IMO) a seguito dell’attacco alle Torri Gemelle.