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Centinaia di milioni di euro per investimenti: il porto di Trieste pronto agli aumenti di traffico

TRIESTE - Saranno spalmati nel prossimo triennio le centinaia di milioni di euro di investimenti che i maggiori terminalisti hanno chiesto e ottenuto di poter fare nel Porto di Trieste. Il riepilogo dei progetti, in un clima di estrema positività nonostante alcune problematiche ancora da risolvere, è stato fornito ieri durante un incontro organizzato dal Propeller Club di Trieste, al quale ha partecipato l'attuale presidente dell'Autorità portuale triestina, Marina Monassi.

Il più cospicuo degli investimenti riguarda il Molo VII gestito da Trieste marine terminal, dove verranno spesi circa 188 milioni di euro per allungare e allargare la struttura. I lavori dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2015  e consentire l'attracco in contemporanea di 2 navi transoceaniche, destinate ad essere sempre più numerose anche grazie ai servizi delle nuove alleanze tra le Compagnie di navigazione. La Siot (la costola italiana di Tal che nel corso del 2013 ha fatto il record di importazione di petrolio su scala nazionale) spenderà, dopo i 14 milioni di euro spesi nell'ultimo quinquennio, altri 140 milioni (circa 12 direttamente a Trieste) per mano della  Tal (società capogruppo) dal 2015 al 2020. Dalla  Samer Seaports e Terminals (titolare delle tratte lungo l'autostrada del mare con la Turchia), invece, è atteso un investimento di circa 8 milioni di euro per una piattaforma ferroviaria , mentre un'altra società del Gruppo Samer, La Frigomar, è pronta a spendere 6 milioni di euro per una banchina da 300 metri che lancerà, nella parte orientale dello scalo del Friuli Venezia Giulia, un vero e proprio distretto per le merci varie, coinvolgendo in maniere sempre più importante le realtà regionali. Di Ro-Ro e di futuro della logistica triestina e regionale si è parlato anche con Francesco Parisi, a capo dell'omonimo gruppo ma anche di Emt, la società che è pronta ad investire 4 milioni di euro (oltre ai 14 già sborsati per ridisegnare il Molo VI) per ulteriori lavori. Lo stesso Parisi ha poi illustrato il primo lotto della Piattaforma logistica (finanziata con 70 milioni di euro dall'Autorità portuale e 30 milioni stanziati dal Cipe). I lavori che porteranno a realizzare un terminal multipurpose su di un'area di circa 122mila metri quadrati, saranno avviati nei prossimi mesi anche grazie ai 30 milioni di euro a carico dei privati. Trieste terminal Frutta, società controllata dal Gruppo Gavio, ha infine nel cassetto un ampliamento del Molo V con un costo di circa 50 milioni di euro, per il quale però, si rimanda la valutazione una volta approvato il nuovo Piano regolatore del Porto.