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Shipping and Transport news from Northern Adriatic Sea

Porti: 300.000 euro per i servizi intermodali, Serracchiani: “piano Juncker fondamentale”

TRIESTE - La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha stanziato circa 300mila euro per l'implementare i servizi intermodali ferroviari, da e per il Porto di Trieste verso i mercati del Centro Europa. Il contributo è assegnato alle imprese logistiche che organizzano servizi intermodali e fa capo ad un regime di aiuti autorizzato sino a dicembre 2015 dalla Commissione Europea, finalizzato a coprire il differenziale di costo tra la modalità stradale e quella ferroviaria.

Il provvedimento – è stato spiegato - si inserisce nelle politiche volte ad acquisire nuovi flussi di traffico che attualmente si servono dei porti del Nord Europa e che potrebbero facilmente essere convogliati sul nostro sistema portuale a fronte di un miglioramento dei servizi infrastrutturali e di intermodalità. Nei giorni scorsi, invece, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha ribadito – a Bruxelles, durante l'ultimo degli appuntamenti di Techitaly 2014, evento inserito nel semestre di Presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, tenuto al Parlamento Europeo, alla presenza del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e del presidente della Commissione Trasporti dell'UE Michael Cramer- quanto sarà importante sia il varo del Piano di investimenti Juncker, sia l'uso oculato dei fondi strutturali, diretti oltre che alla ripresa economica anche alla crescita dell'occupazione. Il Friuli Venezia Giulia, rispondendo alla sua vocazione di piattaforma logistica naturale e porta sui Balcani, è coordinatore per tutte le Regioni italiane del Pilastro 2 (trasporti e energia) della Strategia recentemente adottata dal Consiglio Europeo ed è stato capofila di tutte le Regioni europee dell'Asse Est-Ovest al quarto Forum sul Corridoio Mediterraneo. "Questa è un'area - ha spiegato Serracchiani - in cui gli interventi infrastrutturali da fare sono notevoli e importanti: solo il 20 per cento degli aeroporti e solo il 35 dei porti sono collegati alla rete ferroviaria europea". Si tratta di una sorta di "patchwork" su cui occorre intervenire per collegare le infrastrutture esistenti. "Abbiamo la necessità di 'rammendare' l'esistente, realizzando quelle bretelle e linee di comunicazione che spesso ancora mancano e che permetteranno di collegare porti, aeroporti, interporti: questa è un'occasione che ci viene offerta dal Piano Junker, in cui molta parte dei nostri progetti potrà trovare una via di interesse", ha detto Serracchiani.